Tenere in considerazione la volontà del bambino
La gente vi permetterà di prendere le sue cose, se lo farete con gentilezza e senza andare troppo contro la sua volontà. Se volete far diventare un bambino avido o egoista, basta che lo costringiate a dare qualcosa ad altri bambini contro la sua volontà. In questo modo gli si spiana la strada che lo porterà a diventare un “unico”, o meglio una persona che pensa di essere l’unica a contare veramente. In genere i genitori non tengono mai conto della volontà del bambino. Tengono conto soltanto della sua havingness (capacità di avere o possedere); e così intervengono su questa capacità e si ritrovano con un bambino viziato.
È interessante osservare un bambino che è stato a contatto con persone che hanno chiesto sempre il suo parere, senza tuttavia occuparsi di lui un granché, e un bambino che ha ricevuto le migliori attenzioni ma senza che fosse mai tenuta in considerazione la sua volontà.
Un bambino sta seduto sul pavimento a giocare con cubi e biglie. Si sta divertendo. Arriva la bambinaia, lo prende e lo porta nella stanza accanto per cambiargli il pannolino. Il piccolo grida come un matto per tutto il tragitto. Non gli piace quanto gli viene fatto. La bambinaia continua a comportarsi nello stesso modo con il piccolo, spostandolo qua e là, senza mai dargli la possibilità di scegliere. Alla fine il bambino cresce ossessionato dal potere di scelta, deve fare le cose a modo suo e diventa molto pedante nell’affermare di essere nel giusto. Sta cercando di conservare gli ultimi barlumi di quel suo potere di scelta e a questo corrisponderà un impoverimento delle sue abilità, soprattutto della sua capacità di occuparsi delle persone.
Prendiamo una situazione differente. Sapete che il bambino ha fame e che dovrebbe mangiare. Se viene abituato a mangiare sempre allo stesso orario, il bambino mangerà. Se la cena di solito viene servita alle 18, si abituerà a cenare a quell’ora e non vi sarà pericolo di calpestare la sua volontà. Si rende conto che il cibo è pronto alle 18 e così si convince a cenare alle 18. Voi fornite il cibo, lui la sua volontà. Se non la calpesterete, lui non darà mai problemi riguardo al mangiare.
Un giorno arriva qualcuno e gli chiede “Vuoi andare in camera a cambiarti i vestiti?”, la risposta è “No”. Sarebbe un enorme sbaglio se a quel punto insisteste dicendo “Ti darò una caramella”, o tentaste di persuaderlo, corromperlo, convincerlo con le lusinghe, e così via. Questa è psicologia, è il modo in cui gli psicologi affrontano le situazioni, e non dà buoni risultati.
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