Come vivere con i bambini...
Nell’educare vostro figlio, dovete evitare di “addestrarlo” ad essere un animale sociale. All’inizio vostro figlio è più socievole e più dignitoso di quanto non lo siate voi, ma, in un periodo di tempo relativamente breve, il modo in cui viene trattato lo sottopone ad un controllo tale che si ribella. Questa ribellione può intensificarsi fino a renderlo insopportabile. Comincerà a essere chiassoso, irriguardoso, non si curerà delle sue cose, si sporcherà, in breve farà qualsiasi cosa possa darvi fastidio. Addestratelo, controllatelo e perderete il suo affetto. Se cercate di controllare e possedere un bambino, lo perderete per sempre.
Lasciate che un bambino vi stia seduto in braccio. Se ne starà lì, soddisfatto. Poi provate ad abbracciarlo e a costringerlo a starsene seduto. Fatelo e, anche se non stava neanche tentando di andarsene, vedrete che inizierà immediatamente a divincolarsi. Lotterà per allontanarsi da voi, andrà in collera, piangerà. È da tener presente che, prima che iniziaste a trattenerlo, era contento.
I vostri sforzi per plasmarlo, addestrarlo e controllarlo, in genere provocano in quel bambino esattamente la stessa reazione di quando cercate di tenerlo seduto in braccio per forza.
Se il bambino è già stato addestrato e controllato, se gli è stato insegnato ad obbedire agli ordini e gli è stato negato il possesso delle sue cose, incontrerete ovviamente delle difficoltà. Se a metà strada cambiate tattica e cercate di rendergli la sua libertà, è talmente sospettoso nei vostri confronti che farà molta fatica per riuscire ad adattarsi. Il periodo di transizione sarà terribile, ma alla fine avrete un bambino ordinato, ben educato, socievole, premuroso nei vostri riguardi e, quel che più conta per voi, un bambino che vi vuol bene.
Il bambino a cui vengono costantemente imposti dei freni, che viene guidato, sorvegliato e controllato, viene a trovarsi in uno stato di ansietà molto serio. I suoi genitori sono fonti di sopravvivenza e significano cibo, vestiti, riparo, affetto. Perciò il bambino vuole stare vicino a loro e, naturalmente, amarli: è loro figlio.
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